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    February 20

    viaggio

    saziarmi delle carni della tua bocca,
    avventurarmi sulle alture del tuo collo, e sentirne i fremiti,
    dissetarmi dal velluto dal tuo seno,
    baciare ogni spanna del tuo ventre e gustarne il profumo,
    deliziarmi alla vista dell'attesa che mi separa dalla dimora di venere,
    carezzar le coscie e godere di ogni tuo movimento,
    e poi, finalmente, agonizzante morire lì dove tutto ha inizio.
    February 09

    al lato della strada

    vivi seduto, sporco, e ubriaco ai margini,
    reietto dai reietti, eppur più colmo di loro di quei beni fuggevoli al tatto.
    vivo del nulla e di ebbrezze che non son del mondo della veglia
    non perchè la società non mi accetta,
    ma perchè io non accetto la società.
    bacio i spicci sporchi che la vita mi tira per sazziar la mia fame che non deviva dalle membra.
    vivo folle, apparentemente senza senno, per il gusto di poter dire c'ho che voglio
    e far degli atti e dei pensieri, agli uomini osceni, la mia quotidianità.
    vivo chiedendo al mondo non soldi, ma la cagione che spinge le ore a scorrer verso destra.
    February 08

    storie di battaglie

    queste sono tre piccole storie scritte da me 3 anni fa... oggi ho deciso di unirle e farne un piccolo racconto... a chi lo lesse piaque... vediamo voi che dite...

    Ho visto oscuri universi spalancarsi
    Dove i neri pianeti ruotano senza scopo...
    Dove ruotano nel loro orrore inosservati,
    Ignari, bui e innominati.

    NEMESIS

    I° l'anno alfa
    tutto ebbe inizio nel 2250 quando l'umanità colonizzò lo spazio e le guerre tra le nuove culture portarono alla distruzione l'intero universo, ma prima che questo accadesse un piccolo manipolo di umani riuscì a rifuggiarsi in un universo parallelo popolato da una razza diversa dalla nostra che dettò nuove leggi per la comune sopravvivenza e perla proliferazione umana, ma le guerre continuarono ad esserci, più brutali che mai...
    il pianeta del Lord era sotto assedio e ora una dura decisione l'attendeva.

    II° l'unico superstite
    - dov'è il sopravvisuto?
    - è qui, venite... ma è in uno stato pietoso... delira...
    -... i mastini... morte... sangue... devastano, DISTRUGGONO!
    - si calmi, e cerchi di farci capire cosa è successo...
    - ... io ero lì! era una bella mattina, poi all'improvviso dal fondo della galassia vedo centinaia di navi che fanno capolino da dietro il sole... fu un attimo... poi inizziarono a sparare... uomini, vecchi, bambini... non risparmiavano nessuno... poi atterrarono... i portelloni delle navi vomitavano nugoli infiniti di uomini rabiosi... e poi la carica, gli urli... gli schizzi di sangue... le loro grida di morte, e i gemiti delle donne violentate... enormi volti sporchi di sangue ridevano e digrignavano i denti mentre tagliavano le teste dei miei compagni con infinite scariche di mitra... poi da una nave appena atterrata, scese un uomo col volto segnato da profonde cicatrici e i denti affilati... aveva le sembianze di un diavolo asceso dagli inferi per venirci a prendere... urlava... due parole, due parole solamente... MORTE E DISTRUZIONE!... poi prima che venissi colpito dal calcio di un laser, ed essere brutalmente calpestato della loro armate, ricordo solo un alto stendardo nero...
    detto questo spirò nel ricordo della distruzione del suo pianeta...

    II° la brutalità di un impero
    quel che accade durante quella battaglia non lo troverete qui riportato, or si ha necessità di spiegare la brutalità di quel popolo ditruttore.
    era un popolo formato da nugoli di uomini guerrieri, o forse sarebbe meglio chiamarle bestie guerriere, il loro Lord arruolava di continuo uomini abili e adatti alla lotta da ogni meandro più profondo dello spazio più nero e tetro, qui si riporta una delle selezioni più atroci.
    venne portato innanzi al Lord un uomo ma dopo varie domande e interrogazioni si tradì lasciando vedere la sua vera natura di infiltrato, il Lord senza batter ciglio disse solo queste poche parole:
    - strappateli la lingua e appendetelo al porto... fatelo mangiare dai corvi... fate entrare il prossimo!
    l'uomo gridò, implorò, e si aggrappò alla speranza che che il lord avesse un minimo di magnanimità... ma così non fu, la lingua gli fu strappata in quella stessa sala, e in seguito fu appeso al porto spaziale dove i corvi lo divorarono.
    dopo di lui entrò un ragazzo visibilmente impaurito dalla figura del Lord, si inchinò a lui e attese che gli venne rivolta una qualche domanda, e dopo poca attesa arrivò:
    - dimmi, ragazzo, cos'è la distruzione...
    il ragazzo impaurito cercò di rispondere
    - distruzione... è sbarcare su un pianeta, radere tutto al suolo, e raziare il raziabile...
    il Lord sembrò deluso scosse il capo e continuò
    -no... no... la distruzione è giungere ad un pianeta e prima ancora di atterrare sparare sulla folla che vive pacificamente la propria vita. azionare i laser senza un preciso scopo... azionarli solo per il gusto di sentire le loro urla strazianti, mentre una scarica di mitra divide a metà i loro figli. poi... si scende sul pianeta, e si slegano i mastini... a quel punto nulla può più fermarli... uccideranno, brucieranno, violenteranno... solo la mia voce può fermali... ma perchè dovrei richiamarli mentre si divertono a violentare una donna mentre il proprio figlio agonizzante vede la madre gemere e strillare sotto i colpi dei miei militi? perchè dovrei richiamarli quando l'unico rumore udibile sono le grida di disperazione di quel vecchio che ha visto morire la famiglia del figlio davanti i propri occhi, e che ora ha un mitra puntato sulla tempia?... perchè dovrei fermare questa meravigliosa sinfonia di morte e distruzione?... ragazzo... questa è la distruzione... è il farli tremare al solo pensiero della nostro nome... devi fare ancora molta strada... ma nei tuoi occhi vedo la scintilla dell'odio... tu diventerai un grande mastino...
    PORTATELO NELL'ARMERIA E ARMATELO!... e ora guadagnanti la mia fiducia... fatti portatore di morte e distruzione.

    III° la grande battaglia
    nel palazzo del Lord c'era il solito macabro silenzio, gli unici rumori che si udivano erano i suoi passi che andavano su e giu per la stanza mentre rimugginava sulla migliore soluzione da applicare alla dura situazione che gli si era parata davanti. la sua stanza si trovava nell'ala sud dell'immenso palazzo. quella stanza ero dello stesso colore di tutto il resto, griggia, quel grigio metallico, sulle pareti erano appese le armi che per innumerevoli battaglie lo avevano accompagnato. c'era il fucile laser che aveva usato per staccare la testa dell'imperatore di quel piccolo pianeta, durante la sua prima razzia; c'era addirittura il mitra con cui si era divertito ad amputare, con estrema munizziusità gli arti di quel porevo soldato che i suoi militi avevano legato proprio per il suo sollazzo. ma ora tutti quei suoi ricordi di gloria e di estrema brutalità sembravano quasi scemare alla presenza di quel problema che quasi gli sembrava insormontabile. ma ad un tratto quel silenzio pervaso da mille proccupazioni fu spezzato dal rumore di una corsa, era uno dei suoi sottoposti che portava notizzie... il milite arrivò sulla soglia della porta e per un attimo induggiò vedendo il suo Lord immerso in mille pensieri, poi prese coraggio e spezzo quel silenzio carico di tenzione con una semplice parola << Lord... porto notizzie...>> nell'udire questo si fermo di scatto e voltò lo sguardo verso l'esile ragazzo. indossava la classica armatura massiccia in dotazione ai militi di quell'armata, sembravano enormi con quelle addosso, e se portavano l'elmo erano come demoni assetati di morte, ma innanzi al Lord quelle figure che erano capaci di uccidere un uomo a morsi, sembravano dei bambini impauriti, per quanta stima e quanta paura avevano per quel condottiero.
    allora il Lord esordì con parole rassicuranti, e con un tono di voce calmo, molto strano per lui che era solito esprimersi con grida furibonde; era un ottimo metodo per incitare le truppe al massacro, ma stranamente ora era calmo <<vieni ragazzo, dimmi le novità che reci con te>>. il piccolo milite entrò nella stanza, teneva lo sguardo basso, per paura di incrociare il suo, poi al centro della stanza si fermò e si mise sull'attenti, il Lord intanto continuava a girarli intorno nervosamente attendendo che inizziasse ad enunciarli ciò che sapeva, ci furono lunghi istanti di silenzio poi innizziò a parlare <<le nostre spie infiltrate dicono che stanno producendo enormi quantità di navi, dicono che sono intenzionati a distruggerci... definitivamente... dicono che stanno reclutando da ogni parte dell'auniverso chiunque sia in grado di combattere... dicono che ogni notte le loro navi fanno lunghi viaggi e al mattino ritornano colme di risorse -poi induggiò, come se temesse una brusca reazione per ciò che stava per dire, poi si fece coraggio- Lord credo che questa sarà la nostra ultima battaglia.>> il condottiero si fermò di scatto, come se una grande idea gli avesse attraversato il cranio fulmiandolo, il suo sguardo era fisso a terra, i suoi occhi sgranati, sembrava che stesse per sentirsi male, poi inizziò ad interrogare quel giovane milite <<ragazzo dimmi.. di quante navi disponiamo al momento?>> il giovane riflettè un attimo, alzò gli occhi verso il soffitto, come per contare meglio, poi tornò a fisssare il suo Lord <<150 navi... troppo poche per tentare un attacco...>> poi ancora fermo nella sua inquietante posizione continuò a chiedere <<le nostre spie tra quanto pensano che ci attaccheranno?>> il giovane pensò di nuovo poi rispose << entro due o tre giorni le loro navi dovrebbero essere qui>> il volto del Lord si illuminò di una strana luce, un ghigno inumano apparve sul suo viso, voltò il capo verso il giovane milite e diedi i suoi ordini << preparate le navi... questa sera si attacca il loro pianeta principale... se dobbiamo cadere... facciamoli almeno piangere sangue -poi riprese il suo solito atteggiamento cinico e freddo- CORRI, ESEGUI GLI ORDINI... questa notte porteremo Morte e Distruzione!>> il giovane milite saltò alle urla del Lord, poi, appresi gli ordini corse fuori e avviò i preparativi per la grande battaglia della notte. intanto il Lord che era rimasto solo si avvicinò alla grande vetrata che dava sulla cittadina militare sottostante e gioì vedendo quei suoi militi che lavoravano come piccole formiche affaccendate, e con quella vista davanti e al pensiero della notte si lasciò andare ad una risata che in principio era bassa e pacata, poi crebbe fino a diventare un orrenda sinfonia di morte, che metteva i brividi solo a sentirla.
    i lavori al porto continuavano frenetici, nella grande stanza griggia il lord scrutava oltre la grande vetrata che dava sulla cittadella militare, e appoggiato con una spalla ad essa guardava i fervidi preparativi andare avanti, il suo sguardo era fisso, gli occhi sbarrati, l'espressione del volto era immobile e leggermente tesa, sembrava assorto in pensieri profondissimi, e procupanti, forse era per la battaglia, o forse chissà per cosa. poi ad un tratto la sua concentrazione fu interrotta. un giovane milite irruppe in quella stanza, tanto grande quanto vuota, correndo, e senza neanche accorgersi dello stato del condottiero inizziò a parlare svelto <<Lord i preparativi sono finiti, le navi sono cariche e pronte a partire, gli uomini sono stati armati e, anche loro, sono pronti... attendiamo i vostri ordini...>>. il Lord ascoltò nel suo stato catatonico le parole del giovane e quando ebbe finito di parlare, fece un profondissimo respiro e si girò verso di lui tornando ad essere il solito cinico uomo che tutti temevano, e guardandolo fisso negli occhi pronunciò i suoi ordini <<attenderemo il tramonto, a quel punto le nostre navi prenderanno la rotta verso l'obbiettivo...- poi fisso il pavimento come se stesse vedendo le immagini che esprimeva con le parole- di loro non rimarrà nulla... donne, vecchi, bambini... resteranno solo ricordi su una terra devastata da noi... -poi di scatto alzò lo sguardo e tornò a guardare in viso il ragazzo- VAI... e tenetevi pronti, ormai non manca molto!>> sentite queste parole il giovane corse fuori e si diresse nuovamente verso il porto a portare gli ordini appena uditi. il lord lo guardò uscire dalla porta e quando sparì dietro lo stipide, con passo lento e capo chino si diresse di nuovo verso la grande vetrata ci si riappoggiò e continuò a fissare la cittadella cadendo di nuovo tra i suoi pensieri.
    poi d'un tratto la notte giunse, il sole inizziava a sparire dietro le alte costruzzioni di quel belliggerante pianeta, la luce inizziò ad affievolirsi nella grande stanza del lord, e il cielo, come sapese che quella notte sarebbe stato sparso del sangue, diventò rosso, come il vitale fluido che scorre nelle vene degli uomini. alla visione del tramonto il lord fissò, proccupato, per un attimo la sfera infuocata che spariva, poi usci dalla sua stanza a grandi falcate fino a giungere al porto. lì, le navi, come gli era stato detto dal suo sottoposto, erano pronte e armate, gli uomini erano gia su, che fremevano per la grande battaglia. il lord prese il posto di comando nella nave principale della flotta e , da lì, diede l'ordine di partire.
    il viaggio non durò a lungo, in breve tempo raggiunsero il bersaglio e tenettero le navi a distanza per non essere intercettati, perchè se sarebbe successo il fattore sorpresa, e quindi il piano, sarebbe scemato in un attimo, così come la flotta cha avevano schierato. dalla loro postazione attendettero che il loro obbiettivo, cioè la capitale, sarebbe passata nella faccia scura del pianeta, quando avvenne, un nugolo di navi si alzarono da quel pianeta e presero la rotta verso obbiettivi al lord sconosciuti. sicuramente erano partite verso quei viaggi che il giovane il giorno prima gli aveva raccontato, partivano vuote dal pianeta e tornavano piene. tutti sapevano che quelle navi non gli avrebbero visti, ma per le schiene di tutti i soldati delle navi un brivido freddo salì. quando quelle navi sparirono nell'iperspazio quelle del lord si avvicinarono al pianeta e atterrarono in una zona desertica non molto distante dalla capitale.
    le navi atterrarono senza difficoltà, e subito i militi inizziarono a prepararsi per la battaglia, fremevano all'idea che avrebbero distrutto, violentato e ucciso ancora. il Lord intanto andò in perlustrazione e lasciò detto che ad un suo ordine avrebbero dovuto inizziare l'attacco. esplorò il luogo, era una piana desertica, con a sud una bassa catena collinosa con una gola, a nord non c'era altro che deserto che si astendeva in tutte le direzioni, così era anche a est e a ovest. il Lord decise di andare a vedere cosa ci fosse oltre la gola e si incamminò, la strada fu breve e semplice, era tutta piana e polverosa. superata la gola tra le colline si trovò difronte ad un dislivello, sotto di lui c'era una piana desertica che arrivava fino alla capitale. qualcosa però era andato storto, erano stati visti atterrare sul pianeta, tanto che un folto gruppo di militari ben ordinati e divisi per ranghi era sistemato nella piana sotto di lui. ma la missione non era fallita, il loro scopo era giungere sul pianeta prima del rientro delle navi che avevano visto partire poco prima.
    dall' esercito che era sotto di lui un uomo si fece strada fino a giungere alla testa delle armate, la sua divisa era uguale a quella di tutti gli altri, era bianca con i pantaloni blu ed una striscia di stoffa che obliqua passava sul torace dell'uomo. giunto in testa all'esercito, inizziò a gridare delle parole verso il Lord << arrenditi non puoi nulla contro le mie truppe, siete in minoranza numerica e a breve la mia flotta tornerà... non puoi nulla!>> in quell'uomo che gli stava parlando aveva riconosciuto l'imperatore di quel pianeta, con cui più volte aveva cercato di trattare senza un esito positivo. all'udire quelle parole il volto del lord si riempi d'ira, gli occhi gli si sbarrarono per la rabbia e la sua bocca si contorse in una smorfia di ira pura, inizziò a girare la testa più e più volte scrutando tra le fila dell'esercito di quel paineta, sentiva ormai la battaglia vicinissima, gia poteva odorare il sangue di quei giovani che stupidamente erano stati mandati al macello, gia poteva vederli cadere ai suoi piedi senza vita, sentiva le urla delle loro mogli violentate dai mastini, sentiva le grida di terrore dei loro figli che venivano crocifissi e lasciati morire mentre i corvi si cibavano delle loro carni ancora calde. poi l'imperatore pronunciò ancora delle parole << allora? cos'è sei senza parole, hai capito che non puoi nulla contro di noi?...>> sentite queste parole, continuando a scrutare l'esercito, l'espressione d'ira si moltiplicò fino a contorcere il suo volto in una smorfia che semprava presaggire un urlo fortissimo. e così fù. mentre continuava a guardare le truppe, chinò il capo ad inizziò ad emettere un urlo acutissimo e mano mano che il capo si alzava il grido diventava sempre più forte e tremendo, sembrava il grido di un diavolo salito dagli inferi che era giunto per prendere le loro anime, poi quando ormai il capo guardava il cielo, lo riportò in una posizione naturale continuando a guardare l'esercito sotto di lui. sul suo volto si stampò un ghigno demoniaco carico di odio ma allo stesso tempo sadico come nessuno può essere, portò la mano sulla strana spada che era solito portare sul fianco durante le battaglie e la estrasse con un gesto pesantissimo portandola alla sua destra. a quel punto tre sibili acutissimo squarciarono il silenzio della piana, e dopo pochi secondi ci furono tre esplosioni all'interno delle fila dell'esercito che portarono grande scompiglio all'ainterno di esso. dopo le eplosioni un nugolo informe di uomini si riversò nella piana dalla gola tra le colline, erano i militi del Lord che avevano udito il grido ed erano corsi verso di esso avendo capito che la battaglia doveva inizziare. la folta marmaglia passo ai lati del lord che guardava compiaciuto i suoi militi inizziare il combattimento. poi d'un tratto gridò di nuovo ma questa voltà fu più gutturale ma altrettanto terribile e rise così forte che rimbombò nella gola e nella piana, per poi mischiarsi nella battaglia. fu una tra le più cruente battaglie che si ricordano, i militi in breve ebbero la meglio, non perchè erano di più o perchè erano più eddestrati, ma perchè erano brutali nel combattimento, non erano legati da nessuno stile, il loro unico scopo era uccidere.
    l'esercito nella piana venne abbatutto in breve tempo, poi i militi si riversarono nella capitale, lì devastarono tutto ciò che trovavano davanti i loro passi. si poteva assistere a scene orribili di brutalità infinita. per le strade le donne venivano spogliate e legatoli le braccia dietro la schiena i militi trovarono diletto a tenergliele alte e a violentarle davanti gli innocenti occhi dei figli che moribondi piangevano guardando quelle scene di odio infinito. i più fortunati trovavano morte rapida con l'impalamento. con i vecchi si divertivano cavandoli gli occhi e facendoli camminare su cambi minati appositamente preparati. altri trovavano la morte dopo atroci torture, alcuni vennero letteralmente sbranati dai mastini, che per giustizia di cronaca c'è da ricordare che non erano cani, ma uomini al servizio del lord. con chi non potevano divertirsi o non potevano violentare erano soliti denudarli e legarli per le braccia sui tetti dei palazzi e poi da sotto si divertivano a fare il tiro al bersaglio, i più fortunati ricevevano un colpo ben assestato altri si trovavano crivellati di colpi e ancora vivi, altri ancora morivano schiantati al suolo perchè la corda aveva ceduto.
    una cosa fu certa, la battaglia era stata vinta dall'armata del lord. dopo quella brutale battaglia si diffuse un detto nell'universo che diceva più o meno così: se hai difronte i militi del lord bruciati nel fuoco delle fonderie eviterai di provare l'inferno senza esser mai morto.
    durante le brutale battaglia il Lord riusci a trovare l'imperatore di quel pianeta. era ridotto male, era più dalla parte dei morti che da quella dei vivi. lo prese allora per il collo della divisa e lo caricò su una sua nave. l'avrebbe portato sul suo pianeta, curato e poi torturato fino a quando non avrebbe ottenuto una agoniata resa da parte loro.

    questo è c'ho che le cronache ricordano di quelle cruente guerre di odio infinito


    February 07

    la tua sofferenza

    sono la più lussuriosa puttana che finge l'orgasmo,
    sono la mantide che corteggia e poi divora,
    sono il più bel fiore che attrae a se la mosca per imprigionarla e farne cibo,
    sono il fuoco ipnotico che ustiona le tue carni,
    sono il mare in tempesta romantico e assassino,
    sono ciò che i sentimenti dovrebbero evitare
    sono l'icoerenza, il contrasto, il subdolo... sono la tua sofferenza

    agonia

    vedo i tuoi occhi chiudersi, le labra morse, le gote arrossate, e immagino il tuo respiro perder ritmo e farsi affannoso,
    immagino i piccoli, delicati, gemiti perdersi nell'aere e come piccoli, morbidi, fuochi fatui raggiungermi e darmi brividi.
    il lusso affolla il tuo viso, la delicatezza dei giovani fiori, l'innocenza più pura di bimbo e la fragilità dei più pregiati cristalli l'accompagnano.
    eppur ancora il sogno di vederti agonizzante esplodere in tutta la bellezza del tuo piacere mi possiede.
    February 01

    diga

    prendere il tuo viso delicato  tra le mie mani,
    fissarti negli occhi e sorridendo sussurare a pochi millimetri da te che sei la mia bella piccolina,
    sentire rapido quel fremito cremisi attraversarmi e senza alcun ostacolo esplodere sulle tue labra.
    ... solo realtà oniriche, fantasie di chi ha una diga chiusa e arruginita all'immenso mar cremisi.